FonSai lavora al riassetto: fusione con Unipol più vicina
Allo studio ci sarebbe anche un aumento di capitale per Premafin da 400 milioni di euro. L’intesa industriale potrebbe essere raggiunta già...
Si lavora ancora al riassetto di Fondiaria Sai per salvare la solvibilità del gruppo stimata al 90% (ben al di sotto del limite regolamentare del 100%).
La soluzione più probabile e gradita da Mediobanca, primo creditore della compagnia assicurativa della famiglia Ligresti, sarebbe l’integrazione industriale con Unipol. Accordo che, secondo indiscrezioni di stampa, potrebbe essere raggiunto entro breve, in anticipo rispetto ai tempi prefissati dal numero uno di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel.
Un accordo che oltre a risolvere la situazione di FonSai (la perdita netta per il 2011 è prevista a circa 925 milioni di euro), porterebbe alla nascita di un nuovo grande gruppo assicurativo italiano.
Dall’altro lato per la holding Ligresti Premafin si starebbe valutando un aumento di capitale da 400 milioni di euro, da far sottoscrivere in parte a nuovi soci e ad alcune banche.
In prima linea Clessidra: il fondo guidato da Claudio Sposito ha già confermato di essere pronta a investire 200 milioni di euro. Ma non è escluso l'ingresso di nuovi soci, tra cui le famiglie Malacalza e Moretti Polegato, così come i fondi Palladio Finanziaria, Sator, Permira e Apax, che però, dopo uno sguardo preliminare, avrebbero accantonato il dossier.
In ogni caso un ridimensionamento del peso dei Ligresti nella società sembra inevitabile
L’azionariato Premafin.
Secondo i dati della Consob e della stessa holding, gli azionisti principali di Premafin risultano essere Starlife, con il 20% tramite Sinergia e Imco, e Compagnia Fiduciaria Nazionale con il 31%, quota che comprende i tre figli di Salvatore Ligresti, Giulia Maria, Jonella e Paolo con il 10,349% ciascuno. Inoltre soci importanti sono Vincent Bollorè, che possiede il 5,015%, Credit Agricole Suisse, con il 2,59%, e la controllata Fondiaria-Sai, che detiene una partecipazione del 6,717%
Inoltre da poco hanno confermato la loro partecipazione due trust delle Bahamas, The Heritage Trust e Ever Green Security Trust, che assieme detengono il 18,2%.


