nei prossimi 2 anni scadono bond per 40 miliardi di euro
Moody's: per i mercati i bond di UniCredit sono "junk"
L'istituto soffre la crisi del debito sovrano europeo e le sorprese negative emerse con l'ultima trimestrale, che ha comportato una severa pulizia di bilancio
Mercati sempre più rapidi al reagire alle cattive notizie e a prendere le distanze da emittenti in odore di “downgrade”. Così mentre anche Spagna e Francia scoprono a proprie spese quanto possa essere penalizzante finire nella lista dei “sospettati” e vedono le aste dei propri titoli di stato andare in porto solo al prezzo di netti incrementi dei rendimenti offerti, con spread nuovamente in tensione, secondo gli analisti di Moody’s ormai i bond di UniCredit trattano già come fossero “junk”, cartaccia, dopo che nell’ultima trimestrale il management ha deciso di adottare una drastica pulizia di bilancio che ha abbattuto di quasi 10 miliardi di euro il valore dell’avviamento e ridotto ulteriormente la valorizzazione dei titoli di stato e delle partecipazioni in portafoglio.
Il tutto mentre UniCredit si prepara a dover rifinanziare 40 miliardi di euro di indebitamento entro i prossimi due anni (di cui 37,6 miliardi scadranno entro l’anno venturo).
Al momento i bond a tasso fisso di Piazza Cordusio, sempre secondo Moody’s (che ha già tagliato il rating dell’istituto italiano da “Aa3” a “A2” il mese scorso con un outlook negativo che lascia presagire possibili ulteriori tagli), trattano a livelli in linea con un rating implicito pari a “B1”, quattro notch sotto la soglia del “investment grade” ed otto gradini più in basso del rating “ufficiale”, nonostante pochi giorni fa il gruppo italiano abbia già chiarito, in sede di presentazione del nuovo piano industriale, di aver già completato ampiamente il piano di funding per l’anno in corso e di stare già raccogliendo fondi per rifinanziare il debito in scadenza l’anno venturo, anche tramite il prossimo aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro, il maggiore tra tutti quelli annunciati dalle banche italiane finora.
Un annuncio che ha fatto piacere agli investitori ma che in questo momento non sembra sufficiente a fugare ogni dubbio se non sulla capacità di rifinanziarsi almeno sui costi a cui UniCredit sarà soggetta per riuscirvi.


