i ratios patrimoniali restano solidi
Semestre sottotono per Julius Baer, pesa il franco svizzero
Il rafforzamento della valuta penalizza i risultati del gruppo elvetico: utile in diminuzione del 5%, patrimoni sotto gestione in lieve calo
Semestrale sottotono per il gruppo svizzero Julius Baer, “ancora una volta influenzata dal continuo rafforzamento del franco svizzero rispetto alle principali valute” come si legge in una nota societaria. Il risultato operativo è diminuito del 2%, mentre la media dei patrimoni in gestione (Aum) è rimasta essenzialmente invariata, traducendosi in un margine lordo di 105 punti base, 2 punti base in meno rispetto al primo semestre 2010, ma con un miglioramento di 2 punti base rispetto al livello raggiunto nel secondo semestre 2010.
Escludendo l’impatto al netto delle imposte del pagamento una tantum di 51 milioni di franchi svizzeri in Germania, l’utile netto è calato del 5% a 248 milioni di franchi. I fondi totali della clientela ammontavano a 260 miliardi di franchi, in calo del 3% dalla fine del 2010. Il valore degli Aum è diminuito del 2% ovvero di 4 miliardi di franchi, a 166 miliardi, mentre la raccolta netta di 5 miliardi, pari al 6% annualizzato, è stata di nuovo “neutralizzata da un impatto valutario sensibilmente negativo di 8 miliardi, dovuto all’ulteriore rafforzamento del franco svizzero come pure a una performance di mercato marginalmente negativa”. Gli averi in custodia ammontavano a 94 miliardi di franchi, con un calo del 3%.
Il Bri Tier 1 si attestava al 21,7% al 30 giugno 2011. A medio termine il gruppo Julius Baer “mira a conseguire un quoziente Bri Capital totale non inferiore al 16% e un quoziente Bri Tier 1 di almeno il 12%”. Julius Baer non ha esposizioni dirette verso il debito sovrano dell’Eurozona periferica. L’annunciato programma di buy back azionario è stato lanciato il 23 maggio 2011 e alla fine di giugno erano state riacquistate 1.872.500 azioni proprie per un importo totale di 66 milioni di franchi.


