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non è ancora il momento di guardare ai bond dei periferici

Swisscanto: data l'incertezza, meglio un approccio conservativo

creato da Luca Spoldi ultima modifica 31/08/2011 11:49

Nonostante valutazioni basse per i titoli azionari, specie quelli europei, i gestori svizzeri restano prudenti. Obbligazioni societarie preferite ai titoli di Stato

L’incertezza degli investitori “non solo caratterizza l’umore sulle piazze finanziarie, ma si riflette in modo crescente anche sull’economia reale” secondo Thomas Harter, responsabile delle strategie di investimento di Swisscanto, che nell’ultimo report del gestore svizzero ricorda come “a livello internazionale purtroppo non sono rimasti più molti strumenti per evitare una eventuale recessione”. Che si tratti di programmi di spesa statale, dell’abbassamento dei tassi d’interesse o dell’acquisto di titoli di Stato, “tutte queste manovre sono già state effettuate senza tuttavia conseguire l’effetto desiderato. Le banche centrali hanno ora il compito di impedire che si verifichi il peggio”. La Bce ad esempio “deve prepararsi ad acquistare ancora titoli di Stato italiani e spagnoli per riuscire infine a stabilizzare il sistema bancario”.

In questa situazione secondo l’esperto è cresciuta la probabilità “di rendimenti molto alti o al contrario molto bassi”. Ciò “ci induce a modulare la nostra strategia in modo un po’ diverso da quanto faremmo in “normali” condizioni di mercato”, aggiunge Harter che “nonostante la valutazione positiva dei mercati azionari nel complesso e una straordinariamente bassa valutazione dei titoli europei” non ha in programma “alcuna sovraponderazione azionaria”, anche se ha adeguato nuovamente al peso che ha nel benchmark la quota azionaria, “ridotta a causa delle correzioni del mercato”.

Contemporaneamente però il gestore ha dimezzato la quota di private equity “che in un contesto economico difficile potrebbe subire una forte pressione”, preferendo incrementare la quota investita in “hedge fund ampiamente diversificati”. I titoli di stato di Grecia, Portogallo e Irlanda “continuano a restare esclusi dalle nostre considerazioni; verso i titoli di Stato italiani e spagnoli restiamo invece molto cauti”, mentre nel complesso restano sovrappesate le obbligazioni societarie rispetto ai titoli di Stato (per i quali viene indicata una duration “neutra” ad eccezione che per i titoli in franchi svizzeri, dove si rileva un sottopeso per i titoli a lungo termine). Infine gli investimenti in titoli immobiliari svizzeri che “hanno saputo distinguersi” ora hanno ora un peso maggiore nel portafoglio: “poiché i tassi di interesse sono nettamente più vantaggiosi rispetto i titoli di Stato svizzeri, ci manteniamo in sovrappeso”.

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