l'incasso della vendita supererà i 300 milioni di dollari
Tempi duri per Carl Icahn, che esce da Lionsgate
Il celebre investitore miliardario americano getta la spugna nella battaglia per controllare il produttore televisivo e cinematografico e si concentra su Clorox
L’investitore miliardario americano Carl Icahn ha accettato di vendere la sua partecipazione in Lions Gate Entertainment a 7 dollari per azione, all’incirca ai prezzi di carico, per porre fine a una battaglia durata oltre due anni per il controllo del produttore cinematografico e televisivo indipendente statunitense. Lo riporta una nota che precisa come cessino con l’accordo anche tutte le cause in corso. Dopo l’annuncio i titoli del produttore Usa, che ieri avevano chiuso la giornata con una perdita di poco inferiore al mezzo punto percentuale a 7,52 euro, sono in calo nel pre-borsa di Wall Street di oltre il 4% a 7,17 dollari.
Icahn aveva già rinunciato lo scorso dicembre a lanciare un’Opa a 7,5 dollari per azione su Lions Gate Entertainment, dopo che la stessa società era riuscita ad assicurarsi il supporto di abbastanza azionisti da costituire una minoranza in grado di bloccare la richiesta di Icahn di ottenere in cambio cinque posti in Cda. Ad acquistare i titoli di Icahn per ora sono stati in parti uguali (11 milioni di titoli ciascuno) la stessa Lions Gate Entertainment e MHR Fund Management (fondo controllato dal direttore di Lionsgate, Mark Rachesky), mentre lo stesso produttore di serie televisive quali “Mad Men” ha ora 35 giorni lavorativi a disposizione per trovare un acquirente per i 22,1 milioni di titoli che costituiscono la gran parte delle azioni ancora in mano a Icahn.
Il quale si ritroverà così 300 milioni di dollari di mezzi freschi e potrà concentrarsi nel tentativo di catturare una nuova preda, Clorox, dopo che anche la sua terza offerta, lanciata ieri a 78 dollari per azione (pari a 10,3 miliardi di dollari di valutazione complessiva), è stata respinta dal Cda di Clorox secondo il quale la proposta di Icahn appare “non credibile” in quanto sottovaluterebbe ancora il valore del gruppo e sarebbe sottoposta a troppe condizioni.


