da un anno il mercato attende novità
Unicredit, la controllata Pioneer si sfila dalla Russia
In una nota, Pioneer Investments ha confermato le anticipazioni riportate dal sito russo Kommersant
Pioneer Investments ha confermato che, in seguito alla "strategic review" conclusa lo scorso aprile, sta "rivedendo le opzioni strategiche per il nostro business in Russia". "È importante sottolineare", prosegue la nota, "che la Russia rimane un mercato strategico per la nostra controllante Unicredit e per questa ragione assicureremo che questo business sia propriamente servito e supportato. La decisione di valutare opzioni strategiche", precisa ancora Pioneer, "è puramente basata sulle nostre analisi di business e non è un riflesso dei piani di Unicredit per la Russia". L'asset management sottolinea che "il processo di analisi è ancora in una »fase preliminare" e che le opzioni saranno attentamente valutate.
Sarà un caso, ma giusto dopo il Ferragosto dell’anno scorso avevano iniziato a circolare ipotesi e nomi di possibili pretendenti a una quota di maggioranza di Pioneer, come i francesi Natixis, Amundi e Bnp Paribas, assieme ad alcuni dei più bei nomi tra i fondi di private equity come CVC Capital Partners, Kohlberg Kravis Roberts and Co, Hellman and Friedman, TPG Capital e TA Associates indicati all’epoca come possibili pretendenti per una quota di minoranza.
Alla fine, dopo che anche l’ipotesi di un “matrimonio all’italiana” con Eurizon è sembrata essere prossima per poi sfumare, Ghizzoni ha preferito lasciare tutto come stava e puntare a una valorizzazione di Pioneer che si basasse sulla crescita organica della controllata attiva nel risparmio gestito, che a fine giugno scorso poteva contare su asset under management per oltre 178 miliardi di euro.


