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finanziari sempre sotto pressione in tutta europa

Vittoria Assicurazioni si presenta agli investitori internazionali

creato da Luca Spoldi ultima modifica 04/10/2011 13:33

La compagnia assicurativa della famiglia Acutis anticipa alcuni dei dati salienti che saranno presentati domani a Londra. Emerge un quadro in chiaroscuro

Se il comparto bancario in questi mesi resta sotto i riflettori per l’impatto negativo della crisi del debito greco, col gruppo franco-belga Dexia che oggi crolla di quasi il 20% a Bruxelles (dopo aver aperto a -38%) mentre avanza l’ipotesi che per risolvere i “problemi strutturali” si proceda ad uno spezzatino con la creazione di una bad bank cui conferire gli asset più a rischio (l’istituto era esposto per 4,8 miliardi di euro nei confronti della Grecia a fine giugno, avendo chiuso il secondo trimestre con una perdita record di 4 miliardi di euro), la cessione del portafoglio di prestiti municipali a un fondo venture creato dallo stato francese (azionista insieme a quello belga della banca) e la successiva cessione delle attività bancarie in Belgio, della controllata turca Denizbank e della divisione di asset management, anche nel comparto assicurativo non c’è molto di che sorridere.

Noti i problemi di molti tra i maggiori gruppi del settore europeo, anche tra le compagnie minori si respira un’aria di incertezza, come comprova la nota odierna con cui Vittoria Assicurazioni anticipa i dati che saranno ufficialmente presentati domani nel corso della Star Conference a Londra. Per l’intero esercizio 2011, in particolare, la compagnia si attende ora di registrare premi del lavoro diretto dei rami Danni in crescita a 820 milioni di euro, rispetto ai 674 milioni dello scorso anno e a fronte di un obiettivo dichiarato di 791 milioni.

Se i premi dei rami Danni crescono, principalmente grazie allo “sviluppo della rete agenziale che sta procedendo in linea con i piani”, quelli del lavoro diretto del ramo Vita subiscono invece il “calo del mercato vita italiano” tanto che le previsione parla ora di 138 milioni di premi a fronte dei 143,3 milioni segnati nel 2010 e di un obiettivo dichiarato di 165,5 milioni.

Numeri che per ora non sembrano spaventare il mercato, che anzi premia il titolo con un rialzo superiore all’1%, ma va notato come il titolo sia da tempo sottovalutato rispetto ai competitor, trattando ad un P/E prospettico di poco inferiore alle 5,57 volte contro una media di settore attorno a 8,86 volte. Qualcuno, insomma, temeva che i numeri potessero essere anche peggiori e tira un sospiro di sollievo, ma il quadro non appare per questo particolarmente rassicurante.

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