Risparmio & Famiglia
Ridotto il rating di Fondiaria-Sai. Ma migliorano gli outlook di Ugf Assicurazioni, SIAT e Cattolica
Troppa auto, poca diversificazione
Secondo Standard & Poor’s sono questi i limiti del settore assicurativo italiano
Una delle più note società internazionali di rating americane, Standard and Poor’s, ha deciso di mettere sotto la lente dei suoi analisti il settore assicurativo italiano.
Secondo la società di New York, negli ultimi 18 mesi il settore ha mostrato una notevole solidità finanziaria e nel futuro a breve termine si troverà a fronteggiare diverse nuove sfide causate da un’economia italiana in declino, bassi tassi di interesse e da una volatilità del mercato che certo non fa bene ai profitti aziendali. Tutto questo mentre il settore verrà sottoposto anche a diverse riforme dal punto di vista normativo. Proprio su questo punto S&P mette l’accento, sottolineando come le nuove regole di Solvency II cambieranno la conformazione del mercato nostrano spingendo le piccole compagnie a fondersi o ad essere rilevate da società più grandi.
Questo fenomeno caratterizzerà particolarmente le società che si occupano di assicurazioni legate al mondo delle quattro ruote. Come sottolinea la stessa S&P, nonostante la società abbia abbassato il rating di alcuni player del mercato, la maggior parte delle compagnie assicuratrici italiane continua ad avere un giudizio che oscilla tra A e AA con un outlook stabile, segno che il settore è comunque in buona salute.
L’unica nota negativa arriva dal comparto auto. Il crollo delle vendite di automobili avrà un impatto piuttosto negativo sul settore assicurativo per tutto il 2011. In ogni caso, spiega Standard & Poor’s, la buona salute delle assicurazioni nostrane si può spiegare grazie a politiche di investimento mirate, all’ottimo andamento del settore vita, al rischio contenuto del settore property e a un organo di controllo che sorveglia adeguatamente il “campo”.
Standard & Poor’s, inoltre, considera i notevoli margini del settore vita come fondamentali per permettere alle aziende di diversificare il più possibile i loro business. Se dunque da un lato il settore vita continuerà a rappresentare una “boccata di ossigeno” per il comparto, dall’altro una situazione economica poco favorevole spingerà il settore verso nuovi “lidi” anche perché le assicurazioni automobilistiche, secondo gli esperti di S&P, continueranno ad essere poco redditizie almeno per i prossimi due anni.
In più c’è il problema di una scarsa diversificazione oltre confine delle maggiori società del settore. Secondo S&P, la scarsa espansione all’estero delle compagnie italiane, rende il mercato interno ad alto rischio.
A rendere tutto ancora più incerto c’è il rapporto troppo forte che lega il mondo assicurativo italiano alla politica e alle sue regole. Per S&P, però, questo problema sarà di difficile risoluzione almeno nel breve periodo. S&P, che con i suoi rating copre il 52% del mercato assicurativo italiano (tutte le grandi compagnie sono passate sotto il suo giudizio), all’interno del suo report ha sottolineato il nome di alcune aziende che in futuro potrebbero avere dei problemi.
Prima fra tutte c’è Fondiaria-Sai che, oltre al deterioramento del settore RC Auto, risente anche dei problemi della holding Premafin. Per questo il rating di S&P è sceso da BBB+ a BBB. Seguono una variazione positiva gli outlook di Società italiana Assicurazioni e Riassicurazioni, Fondiaria Sai, Cattolica e Assicurazioni Generali. Secondo quanto spiega la stessa S&P, le società con un outlook negativo difficilmente si potranno riprender prima di due anni.


