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Risparmio & Famiglia

Legg Mason: non bisogna rinunciare alle banche Usa

creato da Daniel Settembre ultima modifica 13/12/2011 16:19

Secondo Western Asset Management, la sussidiaria di Legg Mason, il settore bancario Usa offre ancora opportunità di lungo termine.

Gli investitori dovrebbero evitare che un sentimento del mercato negativo li dissuada dal considerare il settore bancario Usa, afferma Ryan Brist, responsabile del comparto obbligazionario a basso rischio presso la società di gestione globale del reddito fisso, Western Asset Management, secondo il quale "non è ora il momento di rinunciare a questo settore perchè sussistono dei motivi per essere sostanzialmente ottimisti”.

“Siamo convinti che non sia questo il momento di rinunciare al settore”, spiega Brist. “Gli investitori si sono concentrati sui dettagli negativi in un orizzonte di breve termine trascurando ciò che noi riteniamo essere invece dei solidi fondamentali a lungo termine".

L’abnorme ambiente di bassi tassi di interesse, la pressione sul fronte legale e normativo e la paura di un contagio dall'Europa sono tutti e tre fattori che stanno contribuendo a far prevalere nel mercato un sentimento molto negativo verso le banche, cui si somma lo "sciopero dei compratori" in atto verso il settore finanziario Usa, continua Brist. Il gestore ritiene tuttavia che le basse valutazioni che ne risultano forniscano un'opportunità interessante agli investitori per rafforzare le posizioni nei titoli bancari americani, anche se, avverte, potrebbe volerci del tempo prima che queste posizioni rendano.

Brist ricorda che nel corso degli ultimi due anni le banche americane hanno quasi raddoppiato l’entità del capitale netto tangibile nei loro bilanci , oltre ad aver attinto molto meno al mercato delle cartolarizzazioni e a questo tipo di veicolo per finanziarsi. Inoltre, sottolinea Brist, il livello dei prestiti inesigibili delle banche si è abbassato nell'ultimo periodo , e conseguentemente anche le riserve per il credito inesigibile in tutto il mondo. Difatti, le analisi recenti dimostrano che le banche hanno già iscritto a bilancio l'80% delle perdite, mentre il 20% delle perdite previste nel futuro dovrebbe essere assorbito grazie agli utili e a una base del capitale rinvigorita.

Se i prossimi mesi continueranno a essere difficili, ma a lungo termine siamo convinti che non si registreranno perdite in capo al capitale nei titoli del reddito fisso dei principali istituti bancari del paese.

Brist è dell'opinione che nemmeno i recenti downgrade di una serie di banche americane da parte delle agenzie di rating dovrebbero pesare molto nella percezione che del settore hanno gli investitori.

Infine, conclude Brist, non si va molto lontano confrontando l'attuale ambiente del mercato con la crisi finanziaria di tre anni fa causata da una mancanza di liquidità. "Oggi ci troviamo nella situazione opposta: da una parte , sul mercato incombe ancora la mancanza di fiducia, dall'altra i depositi bancari non sono mai stati così consistenti e le banche non hanno mai avuto tanta liquidità nei loro bilanci. In poche parole, il cosiddetto "muro della preoccupazione" parte da un punto molto diverso rispetto al 2008".
 

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Commenta Daniel Settembre | 13 dicembre 2011 16:19
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