Risparmio & Famiglia
Alberghi verso una ripresa
Il settore nel primo semestre ha registrato un incremento del 6% anno su anno
Il settore alberghiero è in ripresa in tutto il mondo. Dopo una fase di difficoltà economica si iniziano a intravedere i primi segnali di risalita. A darne conferma è un recente studio di Jones Lang LaSalle che attesta che nella prima metà del 2010 il mercato degli investimenti alberghieri in Europa inizia a riprendersi, con una crescita che dovrebbe accelerare ulteriormente nella seconda metà dell’anno.
In particolare la società di consulenza evidenzia che il volume delle transazioni è cresciuto fino a raggiungere la cifra di 1,6 miliardi nel primo semestre 2010, con un 6% di incremento anno su anno. E le aspettative sul prossimo semestre sono buone. Infatti si ipotizza che il volume complessivo del secondo semestre possa essere doppio rispetto a quello del primo.
I più interessati al business restano gli operatori alberghieri, gli investitori istituzionali e i fondi di investimento e di private equity che, tutti assieme, pesano circa il 65% di tutti gli investimenti alberghieri realizzati nel primo semestre in area EMEA.
Che questi operatori, ossia fondi di investimento, private equity e banche siano tre le maggiori forme di finanziamento del settore è confermato anche dai fatti di cronaca. Recentemente infatti le banche hanno confermato la fiducia al gruppo Boscolo e firmato l’accordo per riscadenziare il debito di circa 350 milioni e hanno concesso nuovi finanziamenti per un importo di 65 milioni per l’implementazione del nuovo piano industriale 2010-2013 del gruppo veneziano. Secondo Roberto Galano, executive vice president di Jones Lang LaSalle Hotels in Italia: “Le condizioni di mercato avute nella prima metà del 2010 sono simili a quelle che abbiamo visto nel 2002. La seconda metà del 2002 aveva visto il raddoppio del volume di transazioni e mi sento di poter anticipare che vedremo un risultato comparabile nella seconda parte di quest’anno”. Infatti molte operazioni si stanno concretizzando.
Ad esempio la holding francese Eurazeo sta trattando la vendita della catena alberghiera B&B con il fondo americano di private equity Carlyle Group. Il valore della catena è valutato a 485 milioni di euro. La catena, che ha chiuso il 2009 con un utile operativo di 71 milioni (+11,3%), controllata da Eurazeo, conta oltre 200 strutture in Francia e Germania e ha programmato un’espansione in Italia, Portogallo e Polonia. E tra le catene che sembrano non conoscere crisi si può annoverare anche Marriott International che nel secondo trimestre del 2010 ha visto triplicare gli utili netti a 119 milioni di dollari. Inoltre la catena alberghiera americana ha annunciato l’apertura di oltre 30.000 camere quest’anno e la volontà di espandersi all’estero. Tra i paesi in vista la Cina con almeno 21 alberghi nei prossimi tre anni e raddoppiare le camere in Europa fino a 80.000 entro il 2015.
Tra le altre catene alberghiere non se la passa benissimo Starwood Hotels & Resorts che ha registrato nel secondo trimestre del 2010 un calo dei profitti netti del 14,9% (da 134 a 114 milioni di dollari) ma la società è convinta che l’incremento delle tariffe e dell’occupazione possano aumentare il flusso e far crescere i ricavi che comunque hanno superato le aspettative. Buoni invece i risultati per Accor. Il gruppo alberghiero ha registrato nel primo semestre del 2010 un incremento di fatturato pari al 7,5%, grazie agli elevati tassi di occupazione registrati a metà luglio sia nel segmento lusso che in quello economico. E il segmento luxury è uno di quelli non intaccato minimamente dalla parola crisi. È la stessa associazione Relais & Chateaux, che raggruppa oltre 480 strutture d’eccelleza nel mondo, che ha evidenziato come l’esercizio 2009-2010 si sia chiuso con un fatturato di 70 milioni, in progresso del 29%.


