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L’Ance: sono scese le costruzioni e le ristrutturazioni
Mattone in caduta libera. Prima ancora dell’avvento delle nuove imposte introdotte dal governo Monti sulla casa, il comparto dell’edilizia residenziale ha tirato il freno a mano arrivando a toccare un volume di crescita pari alla metà di quanto avveniva soltanto nel 2005. La fotografia è quella scattata dall’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, attraverso le informazioni raccolte comune per comune, relative al rilascio di nuovi permessi di costruzione o di ristrutturazione.
Ebbene, alla fine del 2009, ultimo anno di cui si dispone di dati completi, le amministrazioni locali italiane hanno rilasciato 160mila permessi per la costruzione di nuove abitazioni o per l’ampliamento di quelle esistenti a fronte dei 215mila di un anno prima e degli oltre 305mila del 2005. Permessi dimezzati in quattro anni, che hanno fatto cadere il numero delle nuove costruzioni al livello più basso dal 1995. “La forte caduta dei livelli produttivi nel settore abitativo riflette l’andamento negativo dei permessi di costruire, in progressivo calo dal 2006”, hanno spiegato dall’Ance. “Tra il 2006 e il 2009, il numero di permessi su abitazioni nuove e ampliamenti risulta dimezzato (per la precisione, -47,5%), toccando il livello più basso mai raggiunto negli ultimi 14 anni”. Con performance peggiori nel nuovo rispetto agli ampliamenti. “Il numero di permessi rilasciati per la costruzione di abitazioni nuove si è ridotto in quattro anni del 49,2%, contro un calo degli ampliamenti del 30,4%”, si legge nel rapporto secondo cui le flessioni più consistenti si sono registrate nei comuni non capoluogo. Meno negative, invece, le città, soprattutto quelle di dimensioni medio-grandi.
“La caduta dei permessi su abitazioni ha colpito maggiormente i comuni non capoluogo (-49,4%) nei quali si concentra l’80% del numero totale dei permessi rilasciati”, hanno spiegato dall’Ance. “Per i comuni capoluogo, le diminuzioni sono state più contenute (-37,5%) e il numero di permessi si è collocato su livelli analoghi al 1999”. Nelle città con più di 250mila abitanti, dove si concentra il 46% del numero totale dei permessi su abitazioni, le rilevazioni dell’Ance hanno messo in luce una progressiva diminuzione a partire dal 2007. Tanto che in tre anni il calo è stato del 27,2%. In questo caso, la flessione ha riportato il numero dei permessi sui livelli del 2002- 2003, rispetto alla media dei comuni capoluogo che si colloca sui livelli di fine anni ‘90.
L’analisi di lungo periodo ha inoltre evidenziato che, a partire dalla fine degli anni ‘90, il numero di permessi su abitazioni rilasciati nei grandi comuni è fortemente aumentato fino al 2006, seguendo un sentiero di crescita nettamente superiore rispetto al dato di media e all’insieme dei comuni capoluogo. Questa dinamica conferma il marcato processo di urbanizzazione delle città, che ha progressivamente coinvolto le cinture urbane adiacenti a quella di origine ampliandone sempre più confini. A livello territoriale, il nord est è risultato l’area più colpita, con un calo dei permessi su abitazioni del 60% in quattro anni. Meno marcate, ma sempre di intensità elevata, le flessioni nelle altre zone del Paese. “Tra il 2005 e il 2009, il numero di permessi per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti nelle regioni settentrionali della Penisola è passato da circa 90mila a poco più di 35mila, riducendosi del 60,4%”, hanno chiarito gli esperti dell’Ance. “La flessione si è attestata al 45,6% nelle zone nord occidentali, mentre al centro il calo medio è stato del 42,4%. Meno marcata, invece, la contrazione dell’edilizia residenziale nel sud Italia, dove il numero di nuovi permessi ha registrato un calo del 37,9%”.


