Risparmio & Famiglia
A idearlo il presidente di Federimmobiliare, Gualtiero Tamburini e dal prof. Claudio Cacciamani
E per capire come va, c’è il Fiups
L’indice che esprime le previsioni qualitative della comunità finanziaria nel mattone
La pancia dice che il clima si sta stabilizzando e la pancia conta. Ora anche nello scenario immobiliare. Fino a ieri gli osservatori finanziari si curavano del sentiment (sensazioni di testa e di ventre di investitori e operatori), limitatamente a petrolio, auto, lusso e alle altre asset class più tradizionali. D’ora in poi ci sarà l’indice Fiups a esprimere le previsoni qualitative individuali e non rigidamente numeriche della comunità finanziaria del mattone. Con dentro società di gestione del risparmio con la regia di fondi riservati e retail, amministratori di siiq, di quotate specializzate, di banche, sicav e in prospettiva anche altri soggetti al volante di veicoli finanziari dell’equity che si tengono ai bordi dei mercati regolamentati. La storia di Fiups è incominciata mesi fa. A Parma, davanti a un caffè ben caldo. Con Claudio Cacciamani, docente alla facoltà di economia dell’università parmense, che aggiornava l’amico Gualtiero Tamburini, presidente di Federimmobiliare ed emiliano che più non si può, sull’andamento del Laboratorio per le Ricerche sull’Economia e la Finanza Immobiliare, in buona salute grazie anche al “carburante” assicurato da Sorgente Group spa, 22 fondi immobiliari gestiti e 3,4 miliardi di euro in amministrazione. Tamburini e Cacciamani si sono intesi in fretta. In poche settimane è stato messo in piedi un panel di 225 attori, tra professionisti e manager, che si sono lasciati pescare dai vari rivoli del settore immobiliare. Al 31 marzo scorso, ai benevoli intervistati è stato presentato un questionario, studiato per far loro svelare, con anche qualche domanda tranello, le più intime previsioni per i 12 mesi successivi. I 225 hanno dato risposte che, fatta eccezione per qualche osservatore particolarmente incupito dalla routine attuale, appaiono incoraggianti. Intanto il 51% dei partecipanti si dice convinto che nei quattro trimestri a venire l’economia italiana, nel suo insieme, resterà stabile. E un non irrilevante 27,59% ne prevede addirittura il miglioramento. Con una proporzione anche maggiore, pari al 53% del panel, si prevede come stabile l’andamento specifico del settore immobiliare. E se a questa metà abbondante della torta si aggiunge il 33% riferibile agli ottimisti che prevedono un miglioramento, il “sentiment” complessivo degli addetti ai lavori si rafforza in positività. Almeno per il Laboratorio di Parma e per Federimmobiliare, megafono degli operatori del real estate a livello nazionale. Alla presentazione a Roma del nuovo indice, fieramente di traverso, rispetto ai ricercatori parmensi e al milieu della finanza immobiliare che si riconosce in Federimmobiliare, si è però posta Paola Muratorio, recentemente rieletta presidente di Inarcassa, l’ente di previdenza di ingegneri ed architetti. Nel caso dei suoi rappresentati, inquadrati nell’indice come ambito professionale della progettazione (18,35% del campione), Muratorio ha interpretato la previsione di stabilità come persistente depressione e sostanziale sfiducia per il prossimo avvenire. Ma, almeno in parziale contraddizione con questa cupa visione, la stessa Muratorio ha indicato come “sottopesata” la quota di patrimonio del 21% attualmente riservata agli immobili, nel portafoglio della cassa previdenziale di suo governo. Del resto, passando dal generale al particolare, alla domanda che cosa si attendano per la propria attività aziendale, ben il 45% degli intervistati si è detto convinto che di qui a un anno proprio giro d’affari andrà meglio. Con nuove assunzioni? No, grazie. Il 60% del panel declina l’invito. Ma il 69°% si prepara a introdurre innovazioni , con nuovi profili nell’organizzazione, nuove linee di business, nuovi investimenti.


