Risparmio & Famiglia
Finché il mattone va
Le compravendite calano ovunque ma non sulle isole
Case più convenienti? Staremo a vedere. Le quotazioni degli immobili potrebbero registrare ancora un calo, ma molto contenuto, nel 2012 e nel 2013, mentre potrebbero ricominciare a crescere nel 2014, sull’ordine dell’1%. L’indicazione arriva dal servizio studi di Bnl ed è contenuta in un rapporto firmato da Simona Costagli. Il prossimo anno, tra le principali città, Firenze e Bologna si candidano a registrare i maggiori cali, mentre a Roma non è escluso che tornino a crescere lievemente (+0,2%). Il report contiene anche una fotografia di questi mesi.
Dalla quale viene fuori che a perdere terreno, soprattutto nell’ultimo anno, più che i prezzi sono state le compravendite. Secondo l’Istat, che considera solo le compravendite di unità immobiliari contenute negli atti notarili, nel secondo trimestre del 2011 le operazioni sono diminuite del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010, attestandosi sulle 219.905 unità. La flessione, ricorda la Costagli, ha riguardato tutte le ripartizioni geografiche tranne le isole, dove si è registrato un aumento dell’8,2%. Il calo complessivo delle compravendite relative alle sole abitazioni - con relativi accessori - è risultato analogo a quello generale (-3,1%, a 205.030 unità).
Anche in questo caso, però, nelle isole si è registrata una crescita (+7,6%). La contrazione più alta si è registrata nelle regioni del sud Italia (-8,4%), seguite da quelle del nord est (- 4,4%), del centro (-3,1%) e del nord ovest (-2,3%), dove continua a essere stipulato il maggior numero di compravendite di unità immobiliari, ovvero il 34% circa del totale. Sempre secondo le rilevazioni Istat, e con riferimento alle sole convenzioni contenute negli atti notarili, nel secondo trimestre dell’anno risulta in calo anche il numero di mutui stipulati: per le sole unità immobiliari la flessione si attesta a quota -5,5% anno su anno, pari a 118.834 stipule. Anche in questo caso, le isole si sono imposte in controtendenza: il numero risulta in aumento del 19,3%, pari al 9,6% del totale.
A questo stato di cose fa eco un aumento dei tempi medi di vendita. Secondo la Banca d’Italia, poi, nel 2008 - ultimo dato disponibile - risultava proprietario dell’abitazione di residenza il 69,2% delle famiglie italiane, una percentuale che sale fino al 72% nelle regioni del centro. La quota è più alta nei casi in cui il capofamiglia ha più di 55 anni: intorno al 78%, contro il 47% circa dei giovani con meno di 34 anni. Tra le famiglie con capofamiglia laureato, quasi otto su dieci posseggono l’abitazione di residenza. Per contro, tra chi non ha alcun titolo solamente sei nuclei su dieci posseggono la casa in cui vivono. Il 27,5% delle famiglie italiane, infine, non risulta proprietaria di alcun immobile. Nel secondo semestre di quest’anno, i prezzi delle abitazioni - secondo stime Nomisma - sarebbero scesi di un ulteriore 1,6%, dopo il dato il -0,7% registrato nella prima parte dell’anno. Appaiono in flessione i prezzi residenziali di tutte le principali città, in particolare Firenze (-3,8%), Bologna (-2,8%), Catania (-1,5%), Napoli (-1,4%) e Roma (-1,4%).


