Risparmio & Famiglia
Gli Enti locali e il mercato delle costruzioni in attesa delle seconda versione promessa da Berlusconi
Il governo insiste sul Piano Casa
Veneto e Sardegna le regioni che hanno attuato il programma edilizio della “prima ora”
Al settore edilizio è collegata una parte sostanziosa dell’economia italiana. E molto ci si attende dal Piano Casa, che può essere una soluzione per far ripartire il comprato e il suo indotto. Ma tranne alcune realtà, come ha esempio Veneto e Sardegna, non trova applicazione. Il premier Silvio Berlusconi tenta dunque il rilancio del Piano casa (versione 2), cercando di coinvolgere maggiormente gli enti locali, che finora non hanno collaborato alla sua attuazione. Lazio e Piemonte infatti, non hanno ancora approvato la legge, mentre la Campania lo ha fatto solo qualche settimana fa. Diverso il discorso in Calabria, dove ad agosto scorso è stata approvata la norma, ma vi sono delle difficoltà attuative. Veneto e Sardegna sono le uniche due regioni dove il Piano è partito e sembra funzionare. La regione del governatore Luca Zaia è la prima regione d’Italia con 18.300 domande presentate nel 2010 per un giro d’affari di circa 580 milioni di euro. E per il 2011 le stime parlano di un raddoppio delle pratiche. In complesso in Veneto gli investimenti dovrebbero superare il miliardo di euro. Dopo il Veneto, c’è la Sardegna, ma qui le dichiarazioni di inizio attività sono state solo 5.000, mentre la Lombardia è ferma a 232 richieste. Nel 2010 il mercato delle costruzioni registra un ulteriore calo intorno al 6%, conferma il centro studi del Cresme. Mentre nel 2011, auspicando che il Piano Casa 2 e l’ampliamento del patrimonio esistente inizino a produrre i primi effetti, ripartirà un nuovo ciclo edilizio con una crescita comunque inferiore all’1%. Senza il Piano casa anche il 2011 avrà un andamento in perdita e l’avvio del nuovo ciclo verrà rimandato al 2012.
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