Risparmio & Famiglia
Le compravendite di abitazioni possono toccare quota 620.000 con una crescita di due punti
Il mercato recupera sulla salita
Nomisma parla di un 2010 di sostanziale stabilità, in leggera crescita per l’anno in corso
Il mercato immobiliare italiano ha tenuto e la tendenza per il 2011 è votato alla stabilità, senza però possibilità di rimbalzo. Le incertezze economiche sull’anno appena concluso e il 2011 continuano a condizionare pesantemente infatti le aspettative del mercato immobiliare nazionale. Tra i fattori critici c’è l’aumento della disoccupazione, un limitato ritmo di crescita economica che perdurerà anche l’anno prossimo e le condizioni ancora difficili di accesso al finanziamento. Il quadro esce del dall’annuale osservatorio realizzato dalla società di ricerche Nomisma sul settore immobiliare. Non ci sono nemmeno per il 2011 le condizioni per una ripresa significativa del volume dei contratti.
Meglio dovrebbero comportarsi il segmento abitativo, relativamente alla locazione e gli immobili di qualità, che sanno difendere meglio il proprio valore e che ha una corsia preferenziale di accesso al credito se necessario. “Il peggio è passato anche senza grandi scossoni”, ha commenta Luca Dondi Dell’Orologio, economista di Nomisma, che ha curato il 3º terzo rapporto 2010. “La tendenza delle compravendite, infatti, viene considerata stabile: dalle 609mila del 2009 alle 635mila circa nel 2010, dopo un’attività consistente anche nel terzo trimestre 2010 di quest’anno nei capoluoghi del centro nord”. Sul fronte dei prezzi rimangono pressoché invariati sugli attuali livelli nel corso dei prossimi mesi, spostando più in là un riavvio deciso, almeno al 2012. Il 2010 si è chiuso, anche in Italia, come nella maggior parte degli altri Paesi, con il mercato immobiliare in recupero, pur in un contesto macroeconomico difficile.
Passata la fase acuta della “tempesta”, che va dall’ultimo trimestre del 2008 al secondo del 2009, la gran parte degli indicatori dell’immobiliare hanno cominciato a risalire, seppur lentamente, la china. Il miglioramento complessivo in atto si intravede più nettamente rispetto alla prima parte dell’anno, anche se permangono dubbi, associati al quadro macroeconomico problematico, relativamente alla sua solidità.
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