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Risparmio & Famiglia

Immobiliare.it, il Trentino è la regione più “domotica” d’Italia

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 20/12/2011 12:44

Secondo uno studio condotto dal portale, grazie all’automazione il risparmio in bolletta può arrivare fino al 20%

La domotica è entrata a pieno titolo nelle case degli italiani, tanto che quasi il 60% degli immobili di nuova costruzione ha perlomeno un elemento di automazione. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it su oltre 700.000 annunci italiani pubblicati sul suo sito, secondo cui a fronte di una spesa iniziale che, a seconda di quanto si voglia automatizzare può variare dai 10.000 ai 50.000 euro, il risparmio sulla bolletta può arrivare fino al 20%.

“Anche nelle ricerche di immobili l’automazione di base o avanzata ha un’importanza sempre maggiore”, ha commentato Carlo Giordano, a.d. di gruppo Immobiliare.it. “A livello nazionale il 22% degli utenti la considera una caratteristica molto importante o indispensabile. Nelle grandi città, in cui la vita è più frenetica e il tempo da dedicare alla case è meno, si arriva addirittura al 33%”. Se si osservano i dati nello specifico, si può vedere come la domotica di base rappresenti il 43% delle automazioni sul territorio nazionale, mentre quella avanzata arrivi al 16%.

Ancora maggiori sono i numeri delle grandi città, dove se la domotica avanzata è presente nel 18% degli immobili di nuova costruzione quella di base è presente nel 45%. Ancora meglio nelle metropoli del Nord Italia, dove le percentuali salgono rispettivamente al 21% e al 49%. La regione italiana più domotica, secondo l’analisi di Immobiliare.it, è il Trentino Alto Adige, dove il 78% degli immobili di nuova costruzione ha almeno un elemento di domotica di base o avanzata. A seguire si trovano la Valle d’Aosta (63%), il Veneto (61%), la Lombardia (60%) e il Piemonte (55%). Il Sud, invece, è ancora molto lontano dal poter vantare una giusta proporzione di immobili “intelligenti”. Solo la Sardegna supera a fatica il 15%, mentre tutte le altre aree del meridione hanno percentuali molto basse, con i picchi negativi della Basilicata (7%) e della Sicilia (11%).
 

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