Risparmio & Famiglia
Più volte l’authority ha invitato i professionisti a fornire un servizio di advisory
Consob, la consulenza? È diventata necessaria
Nel corso di un convegno svoltosi a Roma il 19 marzo 2010, l’allora presidente Consob Lamberto Cardia evidenziò...
...come gli intermediari fossero chiamati a un ruolo molto importante nella tutela del consumatore. In particolare Cardia precisò che “il rischio intrinseco delle attività e dei prodotti finanziari non potrà essere mai azzerato o annullato dalle norme, ma potrà o dovrà essere gestito in modo consapevole da parte dei soggetti coinvolti nelle transazioni finanziarie (emittenti, intermediari e risparmiatori)”. E soprattutto, in merito agli intermediari, Cardia sottolineò che essi “sono tenuti a conoscere gli strumenti e i prodotti finanziari e a conoscere le esigenze, i bisogni, dei propri clienti per individuare ed accompagnare gli investitori alle migliori soluzioni; così come il medico deve avere la capacità di diagnosi e di cura attraverso la conoscenza del paziente e degli strumenti terapeutici”.
Ma, secondo l’attuale presidente delle Fs, “la logica di azione degli intermediari bancari è rimasta in larga parte ancorata al prodotto venduto” e non è stata adeguatamente valorizzata la natura di servizio delle attività: specie quello della consulenza.
A riguardo la Consob ha condotto delle ispezioni sui principali operatori con clientela al dettaglio e gli esiti hanno evidenziato la necessità di intervenire per ordinare la cessazione di irregolarità rilevate nella distribuzione di prodotti finanziari. Per questo l’autorità di vigilanza ha invitato più volte gli intermediari ad un ripensamento delle impostazioni strategiche, possibilmente valorizzando la natura di impresa di servizio, con al centro l’interesse del cliente.
Per Consob sono quindi meritevoli i tentativi di adozione di architetture distributive aperte e la scelta di alcune banche di legare la remunerazione non al prezzo del bene venduto, ma piuttosto al valore della prestazione fornita, con l’effetto positivo di allineare i propri interessi a quelli dei clienti. L’apertura a una molteplicità di prodotti non solo a quelli di casa porta a una concreta confrontabilità delle offerte e migliorano la tutela del cliente.
Insomma Consob ha più volte invitato il mercato a muoversi verso la consulenza finanziaria e diverse realtà del private banking hanno accolto questo invito creando piattaforme ad hoc, reti di professionisti specializzati nel fornire servizi di consulenza alla clientela, strumenti e prodotti in grado di soddisfare anche le richieste di una clientela, quella private, che da sempre chiede servizi e non prodotti. Come dimostrato anche dalla Survey di AIPB che nel corso del VI Forum annuale del Private Banking presenterà Federico Taddei, presidente delle Commissione Marketing e Comunicazione di AIPB. Survey che fa una mappatura dettagliata del livello di diffusione della consulenza finanziaria nel settore delle banche private.


