Risparmio & Famiglia
Crisi, come proteggere i soldi e il futuro dei figli
Tempi duri per le finanze degli italiani: ecco come proteggere il proprio patrimonio e programmare l’eredità dei i propri figli, senza preoccuparsi di eventuali ripensamenti.
Il trust è uno strumento grazie al quale un soggetto, detto disponente, trasferisce uno o più beni, intestandoli a nome di un trustee (una persona fisica o giuridica di “fiducia”) che li assume con l’obbligo, di cui deve rendere conto, di amministrarli, gestirli o disporne, secondo i termini stabiliti dal trust stesso.
I beni in questione a questo punto costituiscono una massa distinta e non fanno parte né del patrimonio del trustee, nè del patrimonio del disponente.
Esso è l’unico strumento che permette di gestire unitariamente e a prescindere dagli eventi successori, il patrimonio familiare; un trust sufficientemente lungo, infatti, evita che i patrimoni siano frammentati in applicazione delle normative che regolano l’eredità.
Il trust proviene dal sistema giuridico anglosassone, recepito anche dall’ordinamento italiano.
Si è provato a istituire uno strumento legislativo italiano simile al trust, in particolare sono state fatte due proposte al legislatore che riguardavano:
1. La legge sul contratto di fiducia, ovvero il tentativo di costruire un “trust italiano”.
2. l’introduzione all’interno del patto di famiglia della possibilità di nominare una specie di trustee. Entrambe le proposte legislative sono state però cassate ed ecco che il trust si riconferma l’unico strumento di gestione del patrimonio.
E se molti sono gli italiani che ne usufruiscono, “molti sono ancora i diffidenti" spiega Giuseppe Violetta, di Argos Trustees "in particolare a causa di una caratteristica intrinseca di questo strumento, ovvero il fatto che una volta istituito è irrevocabile. Ma pochi sanno” continua Violetta “che questo problema si può risolvere facilmente inserendo il proprio patrimonio, ad esempio l’azienda di famiglia, all’interno di una polizza vita nominando come beneficiario del contratto assicurativo il trust. In questo modo il disponente ha la possibilità, in qualsiasi momento, di riscattare la polizza, e quindi di tornare indietro rispetto alla propria scelta”.
Quest’ultima opportunità è di estrema attualità se si considera che per evitare penalizzazioni fiscali è opportuno operare entro il prossimo giugno approfittando della normativa di rideterminazione del costo d’acquisto delle partecipazioni in società.
“Se l’idea dell’imprenditore è quella di istituire un trust che governi in futuro l’azienda di famiglia” conclude Giuseppe Violetta “può approfittare di questa finestra temporale con un’agevolazione fiscale che permette di rivalutare le quote di partecipazione nella propria azienda pagando un 2% o un 4% a seconda dei casi, un’aliquota molto ridotta rispetto alla tassazione ordinaria del 20%”


