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Risparmio & Famiglia

Appuntamento a Milano con l’evento annuale organizzato da AIPB

Le sfide del futuro

creato da grafici ultima modifica 09/03/2011 16:08

Consulenza, Ucits IV, nuova MiFID. Ecco come cambia l’industria

Come è riuscita l’industria italiana del private banking ad affrontare la crisi? E rispetto agli altri paesi europei come si è distinta? Grazie a quali mezzi? Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali ha intenzione di rispondere il Forum dell’Associazione Italiana Private Banking, in programma per il 5 ottobre prossimo. Gli operatori, gli osservatori si riuniranno ancora una volta per discutere e riflettere su come è cresciuta la ricchezza a livello geografico e quali aree ha interessato maggiormente. Vedremo quindi se come nella precedente versione della ricerca condotta dall’Associazione guidata da Bruno Zanaboni, saranno le zone del Nord Est, quelle nelle quali si concentra maggiormente la ricchezza del paese Italia.
E chissà se gli operatori ammetteranno che lo scudo fiscale è stata una vera toccasana per l’industria nel corso del 2009/2010. Molte società difatti hanno potuto contare sul rientro di capitale per far crescere i propri margini e per offrire ai clienti servizi più “personalizzati”. Una clientela che “scottata” dalla crisi può aver modificato la propria propensione al rischio o che comunque ha modificato il proprio atteggiamento nei confronti dell’investimento. Ecco allora che diventa fondamentale per i consulenti assumere un ruolo anche da “psicologo dell’investimento”. E per capire come interpretare l’attitudine al rischio dei clienti nelle decisioni di investimento, diventa importante andare oltre la finanza comportamentale. Per questo la professoressa C. LIcarelli dell’Università Politecnica delle Marche presenterà un’innovativa ricerca sull’attitudine al rischio nelle decisioni di investimento, condotta attraverso delle analisi multi-disciplinari.
E se da una parte si parlerà di clienti, dall’altra si cercherà di capire chi sono gli operatori che svolgono ancora oggi il private banking. Sopratutto se le banche italiane, le divisioni dedite al ramo, o anche le reti di promotori finanziari sono riuscite a conquistare più fette di mercato. E soprattutto a ridurre la percentuale di pluribancarizzazione che caratterizza l’industria made in Italy e non solo. Ma quali saranno le sfide che l’industria dovrà affrontare nei prossimi mesi? Toccherà a Dario Prunotto, neoeletto presidente di AIPB (succede a Paolo Molesini che ha accompagnato l’associazione negli ultimi tre anni) rispondere al questito e illustrare alla platea quelli che sono i punti di forza dell’industria italiana del private banking. Un’industria che a fine 2009 secondo l’AIPB gestiva masse per 361 miliardi.

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Commenta Redazione | 01 ottobre 2010 14:30
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