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Antiriciclaggio, è stretta sui professionisti

creato da redazione ultima modifica 11/03/2011 10:39
— archiviato sotto:

Utilizzo del contante, movimenti sospetti e paradisi fiscali, sono questi i punti cruciali delle nuove regole che travolgono intermediari e operatori.

Dopo la manovra d'estate (Dl 78/2010), e la sua conversione in legge (122/2010), le norme sull'antiriciclaggio sono state ulteriormente rafforzate e operatori e intermediari sono chiamati a svolgere un ruolo di primo piano. Senza possibilità di errore. Ma andiamo con ordine.

 

L'articolo 20 della manovra interviene sulla soglia di trasferimenti in danro, libretti al portatore e assegni trasferibili. Con la nuova legge il limite passa dai 12.500 euro precedenti a quota 5.000 euro. Soglia che non può essere raggirata neganche con pagamenti frazionati in quantità inferiori.

Obiettivo dell'articolo, che riguarda anche le operazioni lecite, è spingere i singoli soggetti ad affidarsi ad intermediari abilitati per poter effettuare tali transazioni. Questo consente la registrazione negli archivi dei professionisti dell'operazione e permette alle autorità, se necessario, di risalire all'autore. L'eventuale inosservanza del divieto comporta una sanzione.

La soglia dei 5.000 euro coinvolge in maniera particolare i professionisti come i commercialisti, gli avvocati e i notai che sono obbligati a segnalare eventuali infrazioni di questo divieto al Ministero dell'Economia. Anche banche e Poste italiane, in caso di assegni in versamento con cifre superiori ai 5.000 euro hanno l'obbligo di inviare una segnalazione.

 

Una seconda norma che travolge esclusivamente il mondo degli operatori riguarda le operazioni di prelievo e o versamento in contante con intermediari finanziari. Nel caso in cui teli operazioni siano superiori o uguali a 15mila euro scatta la segnalazione di sospetto.

 

Infine non potevano mancare i paradisi fiscali. Intermediari finanziari e professionisti dovranno astenersi in futuro dall'intrattenere rapporti continuativi, operazioni o prestazioni professionali direttamente o indirettamente con società fiduciarie, trust, società anonime o controllate attraverso azioni al portatore aventi sede nei paradisi fiscali, ovvero in quegli Stati indicati nella lista in via di approvazione presso il Ministero dell'Economia.

 

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Commenta 02 agosto 2010 08:25
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