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Federalismo fiscale, ecco come cambierà l'Irpef
Il decreto che Silvio Berlusconi spera di poter approvare oggi pronta le addizionali Irpef al 3%. Il tutto in cinque anni.
Il consiglio dei ministri che ha approvato il maxi-decreto legislativo sul federalismo fiscale. La riunione è durata poco più di mezz'ora.
Abolizione di sei microtasse regionali, fondo di solidarietà fra le regioni per finanziare le spese e, soprattutto, aumento graduale delle addizionali Irpef. Sono questi i punti cruciali del federalismo fiscale che nella mattinata di oggi, secondo quanto dichiarato dal premier Silvio Berlusconi, dovrebbero essere discusso e approvato dal Consiglio dei Ministri.
Il testo in ventisette punti stabilisce, in particolare, quante e quali tasse potranno essere imposte dalle Regioni e indica gli standard dei costi per i servizi come, ad esempio, la sanità. Secondo quanto indicato dalla bozza, che accorpa i due precedenti testi sull'autonomia impositiva e sui costi standard delle regioni, l'addizionale Irpef potrà raggiungere al massimo il 3% e la sua introduzione dovrà però essere graduale. In particolare l'aliquota, che oggi è allo 0,9%, è prevista all'1,4% nel 2013, al 2% nel 2014 e nel 2015 potrà raggiungere il tetto massimo del 3%. Il tutto corredato da una clausola di slavaguardia per i redditi più bassi.
Nel dettaglio il decreto presentato al Consiglio dei ministri prevede che gli aumenti dell'addizionale superiori allo 0,5% non si potranno applicare ai redditi inferiori ai 28.000 euro l'anno. Di contro, le Regioni più virtuose, potranno dal 2014 ridurre l'Irap fino a zero.


