Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sezioni
Strumenti personali
Tu sei qui: Home Risparmio & Famiglia FISCO Troppe tasse, troppi problemi
A A A

Risparmio & Famiglia

Troppe tasse, troppi problemi

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 02/01/2012 12:01

Secondo Roberto Lenzi, un sistema fiscale troppo invasivo porterà a una nuova recessione

Per capire cosa cambierà sotto il profilo fiscale nel 2012 con la Manovra Monti abbiamo fatto due chiacchiere con Roberto Lenzi, avvocato e fondatore dello studio Lenzi e Associati all’interno del quale svolge attività di consulenza nelle aree del diritto finanziario e della pianificazione patrimoniale.

Cosa cambierà con il prossimo anno per gli investitori?

Ad esempio, siamo di fronte a una fiscalità diventata molto invasiva. Un conto è perseguire gli evasori controllando chi non è in regola; e questo è più che giusto, oltre che legittimo. Un conto, invece, è porre in essere delle norme che potrebbero prestarsi ad abusi. Fino al 31 dicembre 2011 il Fisco potrà accedere all’anagrafe tributaria solamente in caso di accertamento con l’autorizzazione del comandante di zona. Dal primo gennaio 2012, il Fisco non avrà più bisogno di un accertamento. Andrà a controllare a sua discrezione l’anagrafe dei conti correnti e dei conti deposito creando delle liste dove andare a verificare determinati soggetti. Ma non è finita. Non basta che io vada a cercare all’anagrafe le comunicazioni dei rapporti aperti. Oggi ogni movimentazione va segnalata. Se chiedi un assegno circolare o un giroconto per fare transazioni che richiedono privacy, viene registrato tutto quello che fai. Il problema è il rapporto con lo Stato. In Inghilterra, ad esempio, se sbagli vai in galera. Qui in Italia è tutto basato sulle presunzioni. Senza considerare tutta la serie di oneri e balzelli vari di natura burocratico- amministrativa che gravano su imprese e professionisti (e intermediari) per conoscere dati che l’Amministrazione Finanziaria possiede già.

Cosa mi dice dello scudo fiscale?

È stato fatto un patto con i cittadini per cui chi aveva una somma di denaro all’estero poteva portarla in patria pagando un certo ammontare. E ora però decidono di tassarli. E’ più che un sospetto che si siano voluti tassare i capitali scudati per compiacere una certa parte politica. Con presupposti ideologici si va poco lontano. Ma in realtà è la credibilità dello Stato che è stata messa in discussione. Tanto che vi sono soggetti che oggi stanno valutando di spostare (ancorchè legalmente) i propri beni e la propria attività al di fuori dello Stato.

E qual è il risultato di questa politica?

Che se si aumentano le tasse, l’Italia, a breve farà un po’ di cassa, ma è destinata a subire una recessione certa in mancanza di manovre che stimolino la crescita e consentano di abbassare il costo del debito Doveva essere una manovra di rigore, equità e sviluppo. Mi sembra che ci troveremo di fronte, invece, ad un’operazione ispirata sì a rigore (ma prevalentemente, per ceto medio e proprietari di case), ed a causare effetti recessivi e di iniquità.

Qual è la soluzione?

Fare una manovra tassando per un terzo le entrate e per due terzi tagliare le spese. Agire sulle caste, sulle province e sulle privatizzazioni, sui finti invalidi, sull’eccesso di dipendenti pubblici in certe regioni, solo per fare alcuni esempi. Perché non consentire, inoltre, di avviare un sistema di detrazioni/deduzioni fiscali (parzialmente o totalmente) su ogni acquisto di beni e/o servizi acquistati. Alcuni dicono che non è gestibile, ma non hanno mai spiegato bene il perché. Che, forse, non si fa così con gli scontrini sui farmaci ? E’ un problema di organizzazione.

Come vede la scelta del governo per cui spariranno le banconote da 500 euro?

Potrebbe fare qualcosa. Il problema è che queste cose dovrebbero avvenire in tutta Europa. Anche limitare le transazione in contanti oltre i 1000 euro mi sembra esagerato. L’evasione si combatte su altri fronti. Non è su quelle cifre che si realizza la vera evasione.

Riassisteremo a una fuga dei capitali?

Fino all’ottobre scorso c’è stata la paura di una disgregazione dell’euro e si è iniziato a diversificare. Ora si sta incominciando a vedere una migrazione dei capitali e anche delle aziende che preferiscono delocalizzare con i dipendenti costretti a fare i transfrontalieri.

Azioni sul documento
Commenta Gianluca Baldini | 02 gennaio 2012 12:01
Iscriviti a Soldi-daily
 
Ogni mattina nella tua mail-box con notizie di economia, finanza e i fatti del giorno.
 
E-mail  
 
SoldiTV

 

In Edicola

 
   
Gli Articoli Piu'
 
Gli Articoli del Giorno
   
Tag Cloud
 
_