Il recupero dei portafogli
Ora bisogna prepararsi a eventuali rally e a un ritorno di fiducia
Ottima reattività per i quattro portafogli che proponiamo con cadenza mensile, i quali, dopo una correzione legata alle note vicende del debito sovrano europeo, hanno reagito bene, recuperando sostanzialmente i livelli precedenti e rispettando la gerarchia di rischio prevista dai profili. Le oscillazioni massime riscontrate negli ultimi mesi non hanno comunque mai superato il 10%. L’asset allocation complessiva è rimasta sempre tendenzialmente conservativa, caratterizzandosi per una quota azionaria mai superiore al 50%, scadenze obbligazionarie ridotte e privilegiando i settori merceologici meno ciclici. In questo primo aggiornamento del 2012 non introduciamo innovazioni strutturali, pur con qualche elemento di novità potenzialmente in grado di interpretare lo scenario in maniera ottimale.
Da quando i professori sono saliti in cattedra, senza entrare nel merito dei giudizi di valore, la speculazione ha sicuramente mollato la morsa e, contemporaneamente, non sono emersi quei pessimi dati macro che alcuni temevano. Le prospettive sono pertanto globalmente migliorate e, pur con massima prudenza, occorre prepararsi a eventuali rally e ritorni di fiducia, anche alla luce della possibilità che le autorità internazionali ritornino a prendere provvedimenti seri e corali.
È in coerenza con tali considerazioni che aumenta l’esposizione verso i Paesi emergenti, i quali, oltre a occupare sempre più il ruolo di asset stabili e fonti di diversificazione, in questo frangente potrebbero sfruttare meglio una rediviva fiducia e proteggere meglio nel caso opposto di ricaduta. In ambito obbligazionario si consolida il focus sul segmento “inflation linked”, spesso invocato e che alla luce dei dati ufficiali sulla dinamica dei prezzi e delle politiche monetarie progressivamente più espansive si conferma un ambito di investimento particolarmente adatto all’attuale contesto. Si conferma infine anche la diversificazione valutaria all’interno dei fondi monetari, che qualcuno potrebbe interpretare come fonte di rischio mentre, da un altro punto di vista, rappresenta un fattore di diversificazione che agisce in senso contrario e sfrutta appieno le opportunità che i mercati globali offrono. Il recupero dell’euro, non si sa se temporaneo, offre l’occasione per spostarsi, anche solo in minima parte come nei nostri portafogli, su altre monete.



